venerdì 9 marzo 2018

New Writers? New Hearts!

Buongiorno a tutti carissimi heartreaders,
ed eccoci finalmente al venerdì! Incredibile vero? La settimana è volata ed il tempo soleggiato ha aiutato non poco devo dire, sembra che la primavera stia davvero arrivando!
Per concludere la nostra settimana librosa ho pensato di proporvi una carrellata di novità, alcuni giovani autori infatti sono stati così gentili da farmi conoscere i loro nuovissimi lavori ed oggi io sono qui per proporli a voi. Ecco quindi che torna la mia rubrica "New Writers? New Hearts!" ovvero la mia vetrina pensata per promuovere i giovani autori made in Italy.

Pronti a scoprire insieme chi saranno i protagonisti dell'appuntamento di oggi?

COME MIELE E NEVE
di Siro T. Winter

Autore : Siro T. Winter
Grafica Cover: Winterly Graphics - Covers&Design
Titolo: Come miele e neve
Casa Editrice: Self publishing
Genere: Romanzo
Prezzo ebook: 2,99
Cartaceo: 17,60


«Perché batte il cuore?»

È questa la domanda che Lucia “Lou” Zarda, trent’anni, si è posta per tutta la vita.

Ferita e delusa dopo la fine della storia decennale con Andrea Marini, Lou vive nel suo mondo fatto di colori e tele e di lunghe passeggiate solitarie fino alla spiaggetta che guarda al parco di Seurasaari di Helsinki, divisa tra il lavoro al Museo d’arte contemporanea e il bozzolo sicuro della sua piccola casa.

L’incontro inaspettato con il musicista che vive a pochi passi da lei, l’affascinante e misterioso Vilhelmi Niemi e i suoi verdi occhi di giada getterà mille dubbi su Lou, investendola con un turbinio di nuove emozioni, incertezze e speranze.

La voglia di lasciarsi andare si scontra con l’antica paura di non essere abbastanza.

Scappare o restare rischiando di essere ferita di nuovo?

Lasciarsi amare o rifugiarsi nella solitudine rassicurante?
Un susseguirsi di eventi inaspettati spingerà Lou a compiere una scelta che potrebbe cambiarle per sempre la vita.
Anni dopo, il destino porterà nuovamente Lou ad Helsinki, nella terra che l’ha adottata e nella quale si sente a casa, la fredda e magica Finlandia con le sue aurore boreali e il sole di mezzanotte, dov’ è sempre stato il suo cuore.
Il ricordo di Vilhelmi, di colui che ha amato profondamente, non l’ha mai lasciata, tormentandola anche nei sogni.
Forse le loro strade si incroceranno ancora una volta e Lou troverà la risposta alla sua domanda.

Contatti dell'Autrice:
Pagina facebook: https://www.facebook.com/ComeMieleeNeve/
Pagina autore:https://www.facebook.com/SiroTWinterPagAutore/



AMORE, LIBRI E PICCOLE FOLLIE
di Monica Brizzi


Titolo: Amore, libri e piccole follie
Autore: Monica Brizzi
Genere: romance ironico
Editore: selfpublishing
Uscita: 5 febbraio
Prezzo: € 1.99
Formato: ebook (prossimamente anche in cartaceo)
Pagine: 146
Link d'acquisto Amazon: https://goo.gl/r9dnRB
Link d'acquisto Kobo: https://goo.gl/JCzpXp

Link d'acquisto Google Play: https://goo.gl/ZkUYHM

Che succede se nella vita di un'eccentrica ventisettenne che lavora a maglia e legge autori russi entra un nerd appassionato di Harry Potter, Star Wars e Il Trono di Spade?
Angelica lavora in una libreria da otto anni, è single da tre e si veste come un albero di Natale. Sebbene gli amici cerchino di farle conoscere qualche ragazzo, lei sembra non trovare nessuno che le interessi davvero. Tutto cambia durante una festa, quando, caduta in una siepe, attaccata dai tafani e tormentata dall'ortica, viene aiutata da Manuele, un nerd tutt'altro che capace di corteggiare una donna. Lui, ingegnere che lavora come commesso in un negozio di elettronica, ci mette un po' a partire, ma quando lo fa tra i due nasce una piccola magia e Angelica entra in un mondo fatto di scacchi, film e telefilm che le fa dimenticare di avere una famiglia strampalata. Tutto fila liscio per un po', ma in una fredda serata invernale Angelica vede qualcosa che non dovrebbe vedere e la magia tra lei e Manuele sembra dissolversi nella nebbia della città…
Estrosa e stramba lei, nerd e timido lui. Due mondi all’apparenza diversi che si fondono alla perfezione. O no?


(Seconda pubblicazione. Il romanzo era stato precedentemente pubblicato da Delos Digital con il titolo Il mio supereroe)




L'autrice:
Monica Brizzi scrive da quando è poco più che una ragazzina. Ama leggere un po’ di tutto, dai grandi classici alla fantascienza. Quando scrive, però, finisce sempre per raccontare storie d’amore. Oltre a Amore, libri e piccole follie è autrice di Ogni singola cosa, Innamorarsi ai tempi della crisi e racconti di vario genere. Gestisce un blog in cui parla di tutto e niente, anche se i temi conduttori sono i libri e la scrittura.

Seguila su:


Estratto:
Mi incammino verso la macchina, felice di tornare a casa, e mentre cerco le chiavi… tadaà! La radice di un albero affiora magicamente e io cado su… tadààà, una siepe. È una di quelle dalle foglie pungenti e dalla chioma folta. 
«Ahi, ahi, ahi, ahi!» inizio a ripetere cercando di alzarmi e assomigliando a un gatto che appoggia le zampine su una pianta grassa. 
«Ahi, ahi… oh cacchiarola, ahi!» Scrollo le mani davanti agli occhi e cerco di liberare lo spazio visivo e di riprendere contatto con la realtà. A questo punto assomiglio a una balena spiaggiata. 
«Dai Angelica, è una siepe! Esci fuori di qui!» mi dico mentre la siepe gratta sulle punture di tafani e sul resto. Lo sapevo che avrei trovato un modo per rovinare il vestito nuovo. Sto per infilare le mani in dei rovi pungenti, pur essendo sottili come steli di rosa, quando una voce maschile che sembra molto giovane interrompe il fruscio che produco. 
«Ehi, tutto bene?» 
Mi immobilizzo e spalanco gli occhi. «Non dirmi che c’è qualcuno lì fuori che sta assistendo a tutto questo.» 
«Se vuoi non te lo dico.» 
«Ok, non dirmelo.» 
«Mentre non te lo dico, ti lascio lì dentro o ti do una mano?» chiede la voce giovanile. Se è un adolescente pieno di ormoni, penserà a me come a una tardona che si apparta nei boschi e ne rimarrà traumatizzato. Però non mi trovo davanti un teenager brufoloso, ma un ragazzo della mia età, circa. Un ragazzo con una faccia deliziosa, capelli castani corti e spettinati, occhi dello stesso colore e occhiali. A quel punto alzo la mano e apro la faccia in un sorriso forzato, il sorriso che assomiglia a un ghigno. Che è un ghigno. 
«Ciao», saluto e muovo la mano come una bambina. 
«Ti aiuto?» 
«Bah, se ti va. Ogni volta che mi alzo ricado. Credo dipenda da queste maledette scarpe con il tacco, o forse solo da me.» 
Lui sorride e mi tende la mano, una mano di quelle favolose, grandi, dalle dita lunghe, con le vene in evidenza. Anche il polso è favoloso, non troppo sottile, maschile. Anche il braccio. E pure le spalle, larghe ma non muscolose. Le spalle larghe di chi è stato dotato di un bel fisico da madre natura e che se ne infischia della palestra, come me. Nel senso che me ne infischio della palestra, non che sono stata dotata di un bel fisico. 
«Sei piena di taglietti!» dice dopo avermi squadrata da capo a piedi una volta riemersa dalla fitta boscaglia di una singola siepe. 
«La siepe», replico. «Ha quelle foglie malefiche, quelle a punta.» 
«E l’ortica.» 
«L’ortica», ripeto senza nessuna intonazione. 
«A giudicare dalle tue gambe, anche l’ortica.» Sposto lo sguardo sui polpacci e scopro che sono ricoperti di piccole eruzioni cutanee. La situazione non migliora per niente. 

Se poi voleste leggere gratuitamente il primo capitolo, lo trovate su Wattpad QUI!


L'ANIMA NON SI ARRENDE
di Marco Conti


Titolo: "L’ANIMA NON SI ARRENDE"
Autore: Marco Conti
Data pubblicazione su Kindle Amazon: 22-12-17
Numero Pagine: 192
link per scaricarlo: (https://www.amazon.it/dp/B078HF4JH9)
ISBN versione cartacea: 9781977063540

Una lettera, un improvviso tuffo nel passato per Marco; scrittore di successo abbandonato da Sabrina e dall'ispirazione, che accetta l'invito dello zio Nicola: recarsi a Parigi per ascoltare le ragioni della sua sparizione, avvenuta quando Marco era ancora bambino. Il viaggio a Parigi sarà l'occasione per riallacciare i rapporti col fratello Francesco e per riconciliarsi con il passato. Ad aspettarlo non sarà però Nicola, ma una scoperta inquietante. Emma, la sua compagna di viaggio, gli stravolge la vita; scompare, ma (forse) non per sempre...

L'Autore:
Mi chiamo Marco Conti e sono nato a Romano di Lombardia (BG)  il 5-8-1973. Abito a Treviglio (BG) dove lavoro come progettista. La scrittura è una passione che mi accompagna da sempre e che mi ha portato a creare anche un blog: marcoscrive.wordpress.com uno spazio personale su cui scrivere e condividere le mie passioni, le mie idee e dove potete trovare le recensioni ricevute dai miei romanzi, le interviste e tutti i miei racconti. Ad uno in particolare sono molto legato. Si tratta di “Semplicemente vivendo” in cui parlo del mio rapporto con una persona speciale che purtroppo non c’è più: mio padre. Questo racconto è arrivato fra i finalisti del Premio Letterario Emozioni 2017 ed ha ricevuto una Menzione d’Onore.

Recentemente ho creato sul mio blog uno spazio chiamato Emergenti in Vetrina, in cui chiunque si può presentare (ogni mercoledì) come meglio crede, mettendo in mostra i propri romanzi i propri progetti, le proprie ambizioni.
Sono sposato, ho due figli e amo trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici.  Amo il mare, amo viaggiare, leggere e ascoltare la musica. Ultimamente sto cercando di migliorare il mio inglese guardando tutti i mie film preferiti in lingua originale e sottotitoli in inglese… speriamo di riuscire nel mio intento. Naturalmente sto scrivendo una nuova storia, non posso farne a meno. Sta prendendo forma, i personaggi mi sembra di conoscerli da sempre e sono lì che aspettano solo di essere finalmente vivi fra le vicende che narrerò.
Oltre a " L'anima non si arrende ": e-book scaricabile al costo di 0.99€ cliccando su questo link: e  versione cartacea acquistabile a breve, ho scritto anche:
"Aspettando l'alba" ": e-book  scaricabile al costo di 0.99€ cliccando su questo link

Questo è il primo dei miei romanzi ad essere stato pubblicato come e-book. Oggi sto lavorando a una revisione per la quale mi avvarrò dell’aiuto dell’editor che ha collaborato con me per “L’anima non si arrende”. Lo stesso dicasi per la cover che assumerà una veste più professionale. Il secondo step, sarà anche per questo romanzo la creazione della versione cartacea.

"In equilibrio sopra la follia" : Ad oggi non ancora pubblicato. Prossimamente sarà disponibile sia in versione e-book  che in versione cartacea

La pagina Facebook è la seguente:
Mi potete trovare anche su:
Istagram: istagram.com/marcoscrive
Twitter: @marcoscrivetwit


Estratti:
Sfilò con un gesto veloce il nastro con cui teneva raccolti i capelli, lasciando che scivolassero in modo naturale intorno al viso. Fu un gesto fugace, istintivo, un gesto singolare per quanto mi rivelò di lei e della sua timidezza.

Le sue braccia ancora ingarbugliate in abbracci che l'hanno fatta morire dentro, per ora non mi stringono, ma i suoi occhi mi sorridono e la sua bocca mi bacia dolcemente augurandomi una buona notte.

Il rumore del vento che scuoteva gli ombrelloni, il ruggito del mare ora agitato e inquieto e il vociare dei pochi bagnanti, parvero improvvisamente più lontani. Lasciai che la paura di perdere quel contatto improvviso con la sua mano tesa verso la mia, svanisse spazzato via dalla consapevolezza che la vita sia una follia da odiare per quanto possa far soffrire, ma anche da amare per la stessa sofferenza che ce la fa percepire.

Ricordo che, seduto su quella Vespa, mi guardavo intorno cercando di immaginare come sarebbe andata la serata, cosa ci saremmo detti, se ci saremmo baciati. Sorvolavo con la mia immaginazione le quiete acque del nostro incontro, dove tutto era perfetto: con Sabrina stretta a me che accarezzavo l'asfalto con la mia Vespa pronta ad attraversare il mondo se gliel'avessi chiesto, con il sole che a fatica si lasciava morire, come se avesse voluto continuare all'infinito ad accompagnarci in quella folle corsa contro il tempo, in cui tutto all'infuori di noi era fermo, sbiadito, inutile.

Cavalcavo l'onda emotiva che senza alcun preavviso mi raggiungeva, anche nel mezzo della notte e mi buttava al largo, mi strapazzava per poi abbandonarmi sulla riva di una spiaggia deserta di idee e visioni, esausto, ma felice.

Mi guardo intorno e scopro che la mia vita è tutta lì, in qualche migliaio di copie dei miei romanzi vendute, in una notorietà spesso invadente ed in qualche polveroso premio da esibire agli amici una volta imboccata la via del tramonto

Stetti seduto vicino alla finestra ad osservarla mentre si vestiva e parlava dei suoi progetti e di noi, di una casa più grande di due o forse tre figli. Ricordo una musica in lontananza che faceva da sottofondo a quel momento che avrei voluto in qualche modo trattenere, imprimere sulla mia pelle per intensità e senso di pace che mi diede. Ricordo un drink appoggiato al tavolino, ricordo la sigaretta che mi fumava tra le dita ed un passante giù in strada che alzò lo sguardo e mi fissò per alcuni istanti e riprese a camminare immerso nei suoi pensieri.

Non so dire se sia stato tutto così perfetto, o se la mia mente con una sorta di meccanismo inconscio, abbia cancellato i dettagli inutili o banali di quel momento lasciandomi solo le emozioni ed i colori più forti, non so neanche per quale ragione quegli stessi colori producano ora in me un bruciore così forte, quando per anni sono rimasti in un cassetto della mia memoria sopiti e stinti, surclassati dal vissuto quotidiano che si stava spegnendo davanti ai miei occhi

Devo ritrovare me stesso, devo dare uno scopo alla mia vita e devo uccidere tutti i miei demoni per tornare finalmente a sentire l'adrenalina scorrermi lungo la schiena, ed i tasti del mio pc suonare una splendida melodia sotto i colpi violenti delle mie dita....

E' da tanto tempo che non mi succedeva e questo lo devo senza dubbio a questo viaggio, alla distanza che ho messo fra il mio recente passato ed il mio presente che a fatica torna a riaffacciarsi su un futuro tutto da scrivere.

Mentre il tempo di questa piacevole serata scorre veloce, bruciato dagli ardori dei racconti delle nostre passioni vagamente sopite dalle vicissitudini delle vita, mi perdo negli occhi di questa ragazza, mi perdo nel suo passato, mi mescolo al suo presente e fluttuo in uno spazio a me nuovo e del tutto privo di secondi fini, di false certezze e di ipocrisia.


VITA DI PAESE
di Maria Caterina Basile


Titolo: “Vita di paese”
Autore: Maria Caterina Basile
Casa Editrice: Nulla Die
Collana: Lego Parva Res
Genere: romanzo di formazione
Pagine: 74
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo: 10,00 euro
Formato: libro
ISBN: 9788869151163

Siti per acquistarlo: http://nulladie.com/catalogo/227-maria-caterina-basile-vita-di-paese-9788869151163.html
http://www.mondadoristore.it/Vita-di-paese-Maria-Caterina-Basile/eai978886915116/
https://www.ibs.it/vita-di-paese-libro-generic-contributors/e/9788869151163
Siti correlati: https://www.facebook.com/Vita-di-paese-di-Maria-Caterina-Basile-1719114378385562/


Vita di paese racconta la storia di Damiano Pellegrino, trentacinquenne che, dopo diciassette anni passati a lavorare come barista in Svizzera, ritorna nella sua terra, il Salento.

Si tratta di una decisione improvvisa, motivata da una crisi profonda alla quale egli vuol porre fine una volta per tutte. Stanco di vivere nell’incessante rimorso di non essere stato al fianco del padre la mattina che quest’ultimo era stato colto da un infarto, Damiano si mette al volante e torna al suo paese, Miraggio.
Una volta a casa, si rende conto che l’unico ad essere cambiato è lui; ossessionato dal senso di colpa, aveva scelto di escludere dalla sua vita familiari e amici. Inoltre, il lavoro che aveva condotto esclusivamente di notte, non aveva fatto altro che spianargli la strada all’isolamento. Si era dunque chiuso in se stesso, vedendo nel suo modo di essere la causa della sciagura che si era abbattuta sulla sua famiglia.
La mattina che il padre era morto, infatti, Damiano si era rifiutato di aiutarlo nel lavoro in campagna ed aveva preferito andarsene in giro con gli amici. Del resto, era stato un ragazzo particolarmente irrequieto, poco ligio al dovere, al contrario dei suoi fratelli, Salvatore e Cosimo. Le uniche attività che riuscivano a domarlo erano la lettura e la scrittura, ma non erano bastate a fargli mettere la testa a posto.
La prima persona che incontra a Miraggio è proprio il suo professore di italiano alle medie, don Carlo Brigante, il quale lo aveva sempre spronato a continuare gli studi ed a scrivere. Damiano è sorpreso nel constatare che l’uomo non solo non ha smesso di credere in lui, ma addirittura si aspetta ancora che scriva il libro della sua vita.
Damiano sente che una forza misteriosa vuole portarlo a liberarsi dal rimorso che lo ha condannato alla fuga dalla terra natia e da se stesso. Pur tentando di continuare a vivere in completo isolamento, dormendo di giorno e vagando nella notte in preda a sconnessi soliloqui, pian piano non può fare a meno di cedere all’umanità semplice delle persone che lo circondano. Inizia a frequentare il bar del paese e si accorge che le sue pene e i suoi tormenti non sono diversi da quelli di nessuno; quando affronta la crisi più forte, rivivere il giorno della morte del padre, la mamma gli resta accanto e lo avvia alla guarigione.
Damiano comincia a guardare se stesso con occhi nuovi: quelli pieni di pietà e misericordia di chi lo circonda. Nei pochi mesi passati al paese è travolto da un vortice continuo di riflessioni sull’esistenza: il cambiamento, tutto interiore, è inevitabile. Seguendo il consiglio del professor Brigante, ritorna a scrivere e sceglie di occuparsi della terra del padre, la stessa in cui, diciassette anni prima, aveva avuto origine il suo rimorso.

L'Autrice:
Maria Caterina Basile è nata a Taranto nel 1981. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università del Salento. È autrice di Timothy Leary. La religione della coscienza dalla rivoluzione psichedelica ai rave (Alpes Italia, Roma, 2012).

Sue liriche sono apparse sulle antologie Quando ritorna la stagione aprica (Centro Giovani Casalotti, Artemide Editrice, Roma, 1999), Il Federiciano 2010 (Aletti Editore, Villalba di Guidonia, 2010); sulla rivista Gradiva, International Journal of Italian Poetry (Stony Brook, NY, 2011); sul blog Thema (http://thematico.blogspot.it/, 2012); nei libri Sotto l’Albero delle Mele Vol. 2, Parole in fuga – volume 9, L’indice delle esistenze – Le Diversità, Il Federiciano – Libro Indaco, (Aletti Editore, Villalba di Guidonia, 2013), L’indice delle esistenze – L’Italia, L’indice delle esistenze – I Ricordi (Aletti Editore, Villalba di Guidonia, 2014). Nel 2006 ha ricevuto il Diploma Honoris Causa dal “Centro Divulgazione Arte e Poesia Ignazio Privitera”. 

Attualmente vive in provincia di Lecce.

Estratto:
 […] Sono passato davanti alla sala giochi, l’unica del paese: un piccolo gruppo di adolescenti era fermo a discutere davanti all’entrata. Li ho guardati coi miei occhi di trentacinquenne. Non sono poi così diverso da loro, mi sono detto. Ho messo i sogni da parte, ma solo per poco. Sono tornato a prenderli.  Ci sono stagioni in cui anche gli alberi mettono da parte i loro sogni. Ma ve ne sono altre in cui sui loro rami sbocciano fiori carichi di illusioni. E che colori, che magnifici colori!
     Un irrefrenabile desiderio di mettere i miei pensieri su carta si è impossessato di me. Ho ripreso a camminare. Un’anziana donna si avviava verso casa: portava annodato al collo un fazzoletto, come mia nonna. Aveva ragione il professore: sospesi tra passato e presente, non ci è lecito condividere con i nostri pari la nostalgia per un mondo antico mai posseduto, eppure tanto agognato. Siamo pochi, siamo quelli che restano al Sud, tra vecchi e bambini. Tra certezze antiche e una realtà nuova, luccicante e spesso puzzolente: siamo a metà, spezzati, divisi tra desiderio di appartenenza e un futuro che ci sfugge dalle mani. Ci si aspetta, da noi, l’innovazione o magari l’invenzione di nuove tradizioni. Un mondo nuovo. Ma siamo un corpo frammentato, inerte, che attende di essere ricomposto con pazienza, amore, pietà.
    Una volta a casa, mi sono chiuso in camera mia. Dovevo fare ordine sulla scrivania, liberarla per mettermi a sedere e scrivere, facendo ordine anche tra i pensieri. Parole! Le parole delle poesie sono intime, personali, sono solo per noi stessi; diversa è la prosa, che tende la mano a lettori sicuri di sé. Il lettore di poesia è un naufrago, i versi ch’egli ama il fradicio pezzo di legno al quale si aggrappa, forse inutilmente, nella fioca speranza di restare in vita.
    Pupille dilatate dalla solitudine.
    Dovevo, in qualche modo, far sì di bastare nuovamente a me stesso: penna, primo foglio. Qualche parola in fila. Cancellature grossolane. Secondo foglio. Altre parole. Altre cancellature.
    Ah, era inutile cercare di iniziare qualcosa di nuovo, qualcosa di puro: eccola là, la macchia d’inchiostro, eccoli là, i due fogli stracciati e accartocciati. E la rabbia, quanta rabbia! di restare inchiodato a quel tedio, mentre la libertà se ne andava a farsi un giro col vento facendosi beffe di me. Un inizio, una strada che conducesse in un luogo sicuro: questo chiedevo. Non sentieri tortuosi e spine che non portano da nessuna parte. Ecco che le palpebre si richiudevano, gonfie e stanche. Il peso degli errori e della superbia e l’impotenza – maledetta impotenza! – mi schiacciavano l’anima, mi addormentavano il cuore. E, intanto, la vita fuori continuava a scorrere, noncurante dei miei piedi fermi. Le parole le avevo perdute tutte, tutte. E la povertà aveva un sapore amaro.
    Sono rimasto seduto a frugare nel tiretto dei ricordi, nella speranza di trovarvi fogli di poesie e racconti e potermi così mettere in piedi sulla sedia, brandendoli da vincitore. Li ho trovati. Ma è da sconfitto che sono rimasto a sedere e del vinto ho assunto la posa, lasciando cadere i fogli per terra e coprendomi il volto con le mani, soffocando i singhiozzi del male che avanzava e che non mi lasciava scelta, scorrendo inesorabile come un fiume impietoso che tutto travolge e tutto annienta.
    Fare pace col tempo. Fare pace col tempo. Pazientare.
    Ho preso in mano un quaderno a caso. Sulla copertina campeggiava una scritta in stampatello: “Viva Berardo Viola”. L’ho aperto. Sotto il titolo “Riflessioni notturne, 07/03/1998”, c’era scritto: “Dobbiamo stare attenti a non salire troppo in alto sulle nostre fragili scale sociali: la guerra tra poveri ci farà cadere tutti, tutti.  Più alta sarà la nostra meta, più profondo il burrone di miseria spirituale nel quale cadremo. Perché una sola è la bandiera a cui noi meridionali dobbiamo prestare giuramento: quella dello Spirito. La bandiera di una terra senza confini, che ci ricordi ciò che siamo, che ci rammenti di non provare a schiacciare gli ultimi come se fossimo giganti: siamo formiche, piccoli laboriosi pacifici insetti, piccoli insetti neri con la schiena piegata sotto il sole cocente. Le nostre mani non devono far altro che spezzare il pane in segno di pace, i nostri piedi devono restare ancorati alla terra: guai se salissero anche un solo gradino! Sarebbe la fine del nostro piccolo mondo d’incanto”.
    Più avanti, datato 01/07/1998, un appunto scritto dopo una lite con i miei fratelli: “Mai dare per scontato nemmeno il più semplice scambio di parole: anche nel saluto più banale c’è una benedizione profonda.
    Le parole rassicuranti dell’amato, la madre di tre figli che stende i panni di prima mattina.
    Il compratore d’olio usato passa per le strade – ‘L’olio forte, chi tiene la murga!’ – e raccoglie i resti di fritture; in quell’oro vegetale echeggiano le risate, i pianti, gli schiamazzi, le urla, la rabbia e l’amore delle famiglie meridionali riunite a tavola.
    I passi dell’amato al di là della porta: la donna sospira e attende.
    Attendevo il ritorno della poesia, della riflessione, della solitudine, del ripiegamento su me stesso che un giorno sarà eterno. La poesia preannuncia l’Aldilà, l’eterno stato di beatitudine e benessere al-di-là del mondo visibile.
    ‘Meloni, pesche, peperoni’: l’ambulante diffonde la sua voce per il paese. Le donne accorrono dagli usci, comprano frutta e verdura, si scambiano saluti e confidenze.
    Meridione, io ti abbraccio e ti benedico: perché tu non fai lo stesso con me, perché?”.
    Dio, avevo sempre preso tutto così seriamente! Ma la vita è il riso sguaiato di un bambino, niente di più. È un attimo, una folgore.
    Nel rileggere quegli appunti di adolescente, d’un tratto si è fatto strada nel mio cuore il perdono; che stessi iniziando a guadarmi con gli occhi di Don Carlo e a scorgere in me l’innocenza d’un bambino?
    Se solo avessi dato meno peso alle parole, se solo avessi sentito meno! Ma la storia, lo ripeteva sempre il professore, non si fa con i “se” e con i “ma”. Pazienza! Mi sarei contentato del presente e avrei provato ad amarmi di un amore leggero e lucente. Era necessario prendere una pausa dall’eccessivo rigore con cui avevo trattato me stesso e concedermi una carezza.
    Poesie e pensieri notturni avrebbero ripreso vita. Poi, chissà. Forse sarebbe venuto il libro che il professor Brigante aspettava da lungo tempo.
    Il quaderno aveva ancora un paio fogli bianchi. Ho ripreso in mano la penna e mi sono messo a scrivere: “La felicità sta tutta nelle piccole cose, in questo paesino che benedico.
    Il passato, la rabbia hanno un sapore amaro: è bene che io perdoni me stesso settanta volte sette.
    Il mio cuore, imparo a conoscerlo ogni giorno di più; è fragile, sì, ma pieno di misericordia.
    Pietà: a me stesso chiedo pietà. Giudice supremo dei miei errori, ho espiato le mie colpe.
    Stare sulla difensiva, sempre, non mi ha portato da nessuna parte. Ho creato una corazza fittizia, uno scudo fittizio.
    È col passato che devo fare i conti, è al presente che devo dare un’opportunità, a quel bambino che abita ancora nel mio corpo di trentacinquenne.
    Io credo che ogni cosa accada per una ragione: le strade che percorriamo per tutta una vita alla fine s’incontrano. Sarà il Fato o Dio stesso a darci una lezione, chi può saperlo.
    I significati che scopriamo vivendo vanno messi al sicuro, perché la mediocrità, l’avarizia, la brama di materia non possano intaccarne la bellezza.
    La felicità sta nelle piccole cose, in questo paesino che benedico. E se qualche volta l’ho maledetto e ti ho maledetta, terra mia, io mi perdono. Settanta volte sette.
Damiano Pellegrino, Miraggio, 25/07/2015”.


Bene heartreaders, queste erano le proposte dell'appuntamento di oggi. Qualcuna ha suscitato il vostro interesse? Pensate di leggere qualcuno di questi libri? Li conoscevate? Vi intrigano le cover? Che mi dite degli estratti e delle trame?

Fatemi sapere che ne pensate! Io intanto faccio il mio augurio personale a questi giovani autori ed auguro a tutti voi buon weekend!



L'abbraccio più grande del mondo,
Ely

4 commenti:

  1. Mi unisco augurando tanta fortuna a questi nuovi autori. A me personalmente hanno incuriosito soprattutto amore, libri e piccole follie e l'anima non si arrende. Buon weekend!

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    1. Grazie Sereee ❤️ Fammi sapere se li leggi allora ^^

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  2. Ciao! Molti di questi libri mi ispirano moltissimo *___* Amore, libri e piccole follie sembra molto carino, soprattutto perchè siamo un po' tutti nerd :D
    A presto!
    -V

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