giovedì 2 maggio 2019

Recensione: "Musica divina. Inno all'amore" di Paola Picasso

Buondì a tutti cari Hearts,
trascorso bene il 1° Maggio? Avete festeggiato con le classiche gite fuori porta? Oppure avete optato per una vacanza casalinga in famiglia? Essendo purtroppo un soggetto allergico, per me la primavera non è mai facile e, per quanto le scampagnate mi piacciano, per me sono off limits, quindi... un pranzo in famiglia è stata la scelta migliore. Non mi sono poi mancati i momenti-lettura ovviamente, in questi giorni (e se mi seguite su Instagram lo sapete) ho messo tantissimi libri in TBR quindi... avanti tutta!

Una lettura recente di cui non vi ho ancora parlato è un romance inviatomi lo scorso mese dalla Kubera Edizioni che ringrazio di cuore: Musica Divina di Paola Picasso.



Credo sia proprio arrivato il momento di parlarne insieme, che ne dite? Curiosi? Io lo sono stata fin dalla prima volta che ne ho sentito parlare perchè il nome di Paola Picasso non mi è affatto nuovo. Ho conosciuto questa autrice tantissimi anni fa, quando scrisse una serie di libri romance per adolescenti editi da Malipiero. Io all'epoca ero un'adolescente divoratrice di romance ed adoravo quelli della Picasso. Da allora sono passati tantissimi anni ma i nomi di chi ci ha colpito da ragazzine non si dimenticano, così come i primi amori e la Picasso lo fu per me. Quindi, quando la Kubera Edizioni mi ha proposto la lettura di Musica divina, per me è stato come incontrare una vecchia amica. La Picasso avrà saputo fare ancora breccia nel mio cuore? 



Recensione




Musica divina. 
Inno all'amore

Paola Picasso


💝💝 1/2

Editore: Kubera Edizioni
Prezzo: Rigido 12,00 € Ebook 3,49
Pagine: 123
Serie: Autoconclusivo
Genere: Romance

Trama: Un passionale amore travolge il famoso pianista Max e la modesta violista Silvia. Due destini troppo diversi per resistere insieme. La fama e il successo mondiale travolgono i due innamorati. Silvia, pur amandolo disperatamente e avendo concepito un figlio a sua insaputa, decide di rinunciare a Max lasciandolo al suo trionfale successo. Ma la vita ha in serbo molte sorprese e il loro destino non si è ancora compiuto....


Musica divina è un romance classico, si compone di poche pagine in cui però si concentrano molte emozioni e sentimenti forti. Protagonista assoluta di questo romanzo è la Musica, viva e reale fra queste pagine. La Musica è la grande passione di Max e Silvia, entrambi la amano ma, mentre per Silvia è  appunto una passione, per Max è vita. Max respira Musica, si nutre di Musica, Max è egli stesso Musica.

Già, perchè Max è un vero genio, il suo è un talento naturale e come i grandi e veri artisti, Max è vittima e carnefice della sua passione. Quando sale sul palco ed appoggia le dita sui tasti bianchi e neri del pianoforte è come se l'essenza di Max si fondesse con la Musica in un unicum trascendente al tempo ed allo spazio. Silvia è una brava violinista ma in lei non c'è lo stesso talento, non c'è lo stesso fuoco sacro.

Se Max è un vero genio che vive con la testa fra le nuvole e si lascia trasportare dalla passione per la musica, Silvia è una donna che vive il suo amore tenendo i piedi per terra. Max e Silvia si amano ma ognuno lo fa a modo proprio, Max ama Silvia sinceramente ma non è certo un uomo con cui è facile vivere nè tantomeno costruire una famiglia. Sempre in giro per il mondo, l'amore di Max è fedele ma è anche sfuggente perchè è la musica a chiamarlo. Quando suona è come se Max si assentasse, da se stesso, dalla vita ed anche da Silvia. Non è facile amare un genio. E non è facile amare Max che, pur amando Silvia, venera la Musica.

Una separazione forzata di tre mesi per una serie di concerti a Vienna fa degenerare la situazione. Mentre Max è a Vienna, osannato dal pubblico e dalla critica, Silvia scopre di essere incinta ma il silenzio di Max, che si lascia fagocitare dal successo, porterà Silvia a celare la gravidanza.



Una storia intensa  che forse però risente dell'esiguo numero di pagine. Dopo un inizio ricco, si vola anche grazie a salti temporali piuttosto lunghi e, sebbene non ami le narrazioni lente e minuziose, in questo caso mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento. Non sono infatti riuscita ad entrare in sintonia con nessuno dei due protagonisti. Max è un bambinone, totalmente concentrato sulla musica, sente l'amore della donna che ha a fianco ma non si accorge delle necessità tangibili della sua compagna. Max vive di Musica e si aspetta che anche per Silvia sia lo stesso. Lei, dal canto suo, comprende la genialità di Max e cerca anche in tutti i modi di assecondarlo, mettendo al primo posto il suo talento ma quando scopre che in arrivo c'è un bambino, com'è naturale che sia, decide di dare a lui la priorità. Di cosa ha bisogno un bambino? Di stabilità o di un padre anche se imploso in se stesso? La domanda è davvero troppo delicata per riuscire a dare una risposta generica. Fra le pagine di questo libriccino c'è la risposta di Silvia, la vita di Max ed anche quella del loro bambino.

Lo stile della Picasso è snello ma incisivo, confermo di essere attratta dal suo stile, ciò che non mi ha convinta in Musica divina è invece la struttura, l'esiguo numero di pagine che ha portato a sorvolare su determinati aspetti e dunque la consequenziale sterile caratterizzazione dei personaggi che, sì, si evolvono, ma di cui non ne ho seguito il percorso emotivo. Nel romanzo, avviandoci al finale, si saltano ben undici anni di cui si dice poco o niente, un salto eccessivo a mio avviso per poi riprendere le fila del discorso come se niente fosse stato. Il colpo di scena da cui riprende la storia è stato un po' scontato e classicheggiante, un elemento che non riesco proprio a promuovere quindi.

Il finale purtroppo è poi eccessivamente incline al buonismo per i miei gusti ed è anche per questo che non riesco a dare le tre stelline al romanzo.  In sostanza, mi ha intrigata la parte iniziale di Musica divina, l'idea di base, il personaggio di Max poi è molto particolare, mi sarebbe piaciuto che la Picasso si fosse addentrata nel lato più peculiare di Max, nella sua genialità, raccontandone luci ed ombre. Sarebbe stato interessante tastare e perderci insieme a lui che si annulla nella Musica. La scena è invece troppo puntata su Silvia ed anche qui il percorso psicologico ed emotivo avrebbe potuto essere più approfondito. Gli altri personaggi che rivestono un ruolo importante nella storia sono la madre di Silvia (l'unica con cui ho sentito una connessione) e la sorella di Silvia, un personaggio che avrebbe potuto dare di più.

Bella l'idea quindi, interessante lo stile ma peccato per la parte strutturale di una una storia che, pur promettendo bene, purtroppo resta sulla carta.



Bene Hearts, questa era solo la mia opinione ovviamente, vi invito comunque a legger il romanzo se vi intriga il tema ed a farvi un'idea personale com'è giusto che sia naturalmente. Fatemi sapere 💓



L'abbraccio più grande del mondo,
Ely



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