giovedì 13 giugno 2019

Twin Reviews - Recensione: "Absence. La memoria che resta" di Chiara Panzuti

Buondì a tutti miei carissimi Hearts,
il giovedì nel Regno dei Libri è tutto dedicato al ritorno di una rubrica che manca da tempo all'appello, ovvero la Twin Reviews, crossover tra Il Regno dei Libri e The Ink Spell. Se seguite me ed Ink, sapete già che, di tanto in tanto, ci piace leggere insieme, confrontandoci passo passo e recensendo a quattro mani sui nostri blog. Da un po' questa rubrica mancava ma oggi rimediamo! A farci felicemente capitolare ci ha pensato Absence. La memoria che resta di Chiara Panzuti che conclude la serie Absence di cui io ed Ink vi abbiamo parlato ad ogni nuova pubblicazione.


Ebbene, il viaggio di Absence è iniziato con Ink ed si è concluso alla stessa maniera ed io ne sono felicissima perchè non avrei potuto leggerlo insieme a nessun'altra! 


Siete curiosi di sapere com'è andata questa lettura condivisa? Bene, iniziamo subito allora!


Vi ricordo che la serie ABSENCE è così composta:

1. Absence. Il gioco dei quattro
(QUI la mia recensione, QUI quella di Ink)
2. Absence. L'altro volto del cielo
(QUI la mia recensione, QUI quella di Ink)
3. Absence. La memoria che resta


Recensione



Absence. 
La memoria che resta

Chiara Panzuti


💝💝 1/2

Editore: Lain Y/A
Prezzo: Rigido 15,00 € Ebook 6,99
Pagine: 332
Serie: Absence #3
Genere: Distopia, Young Adult

Trama: In questo episodio conclusivo della serie di Absence, la squadra Gamma è di nuovo riunita, ma i rapporti sono tesi e le liti frequenti: Jared e Christabel non si fidano più di Faith, dopo il periodo che ha trascorso con gli Alfa sull'isola di Bintan; Scott è l'unico a non dubitare della sua lealtà. Decisa a proteggere i suoi amici e a conoscere il vero scopo del gioco spietato che li ha resi invisibili al mondo, Faith segue le indicazioni della mappa lasciatale da Ephraim, prima dell'ultima prova a Clyde River. Raggiunge così la squadra Alfa a Iqaluit, Canada, dove la ragazza comincia a scoprire la vera identità di Davon ? l'uomo in nero ?, i fantasmi che abitano l'impetuosa Abigail e la natura della sua attrazione verso Ephraim. A poco a poco tutti i tasselli andranno finalmente al loro posto, componendo il disegno crudele congegnato dall'Illusionista, un uomo ossessionato dal proprio passato e divorato dal desiderio di vendetta. Nella prova finale, il suo piano perverso condurrà Faith e i suoi amici a scontrarsi con i propri limiti, il dolore e la morte, ma soprattutto svelerà loro il valore dell'amicizia e la forza interiore maturata da ciascuno durante quell'atroce esperienza. Tornare a essere visibili è davvero essenziale per realizzare se stessi? Fino a che punto l'essere riconosciuti dagli altri determina la nostra esistenza?

Si ringrazia la CE per l'invio di una copia digitale in omaggio


ELY: Benvenuta Ink e grazie di essere ritornata nel Regno dei Libri per una nuova lettura condivisa! Con Absence 3 possiamo dire di aver iniziato e concluso insieme l'intera trilogia firmata da Chiara Panzuti, un'esperienza che, diciamocelo, non ci ha sempre messo d'accordo ma che di sicuro ci ha spiazzato entrambe. La valutazione che abbiamo dato all'intera serie ed a questo terzo libro in particolare non è piena. Perché? Cosa è successo? Vediamolo un po'. Innanzitutto, e credo che saremo d'accordo su questo, avrei preferito che Absence fosse stata una dilogia, la storia a mio avviso avrebbe funzionato meglio su due volumi perché ho trovato alcune parti superflue e dilatorie. Bomba sganciata. 

INK: Grazie mille dell'ospitalità Ely, mi è mancato questo momento di condivisione. Dici bene, "Absence" è un'avventura che abbiamo iniziato insieme ed era giusto concluderla insieme. Dire che avrei preferito che questa serie fosse stata una dilogia anziché una trilogia sai bene che per me è un eufemismo. Il primo volume ci aveva entusiasmate così tanto che, dopo la mezza delusione del secondo, speravo in un volume conclusivo col botto. Peccato che le botte le abbiamo prese noi leggendo. 
Ovviamente, come dicevi tu, non è tutto da buttare, ma i lati negativi superano decisamente quelli positivi. Ne vuoi nominare qualcuno?

ELY: Anche a me era mancato questo nostro momento di lettura condivisa Ink e devo dire che spero il prossimo sia dietro l'angolo! Di Absence non avremo un ricordo super positivo, è vero, ad iniziare dalla struttura dell'intera serie che abbiamo trovato lacunosa. Intervallando momenti in cui la concentrazione è stata alle stelle a momenti destabilizzanti, il mio problema principale con questa storia è stata la mancanza di empatia nei confronti dei protagonisti. Faith non l'ho sentita vicina per niente, stentando a capirla non poche volte. L'unico personaggio che a mio avviso ha alzato l'asticella è stato Ephraim, è lui che ha saputo tenere banco come stella indiscussa già dal secondo romanzo. Per quanto a Jared, ehm, purtroppo questo personaggio ha perso moltissimi punti dal primo romanzo, deludendomi anche nel gran finale. Per intenderci, se qualcuno di voi ha letto la serie Shatter me della Mafi, sappiate che Jared mi è sembrato il nuovo Adam e non è un complimento. No. Assolutamente. Ti trovo d'accordo sulla caratterizzazione Ink?

INK: Purtroppo sì, sono d'accordo. Nel primo volume avevamo una Faith grintosa, che tirava le fila del libro e personaggi secondari ben caratterizzati che avevano ruoli, scopi e volumi. Jared e il suo Nord, Christabel e la sua matita, Scott e il libro di sopravvivenza. Ciò che era iniziato come una ricerca di se stessi, del proprio io, di chi si è veramente, insieme agli altri e da soli, è stato fatto diventare la brutta copia di un film di spionaggio in cui da un momento all'altro o sei James Bond o sei una delle comparse che cade a terra durante la sparatoria di turno. 
Non mi pronuncio su Ephraim perché sai bene qual è stata la mia reazione alle vicende che lo coinvolgono. Non possiamo fare spoiler, e questo sarebbe gigantesco, dico solo che lo avevo previsto e ci sono rimasta male. 
Parlando del restarci male, senza dire chi e come, possiamo dirvi che nel libro ci sono delle morti. Vuoi fare tu gli onori di casa e commentare l'abominio?

Per quanto ci girassero attorno, non stavano cercando la rivoluzione, ma solo un modo per tornare a esistere, per tornare indietro, alle loro case, alle loro abitudini, a un passato che L’NHI aveva contribuito a cancellare per sempre.

ELY: Mamma mia, Ink. L'unica domanda è: "perché"? Io non sono ancora riuscita a capirlo perché, mi è quasi sembrato di stare dentro ad un video gioco sul finale. I più interessanti sono andati in game over e quelli che sono rimasti in piedi non hanno avuto quell'evoluzione che me li avrebbe fatti ricordare, anzi, sono rimasti muti, senza parole e senza riscatto. Per non parlare del fatto che il grande centro del discorso, il mistero che ha tenuto banco per tutta la serie, è stato svelato a metà del romanzo (punto migliore di tutto questo terzo volume) per poi però essere liquidato in fretta e furia alla fine. Neanche un capitolo e puff, tutto finito. Non era la spy story che volevo leggere ma la storia di un gruppo di ragazzi che vivono l'invisibilità a modo proprio, come del resto la stessa autrice ha detto nelle note conclusive di voler fare.

Ero pronta per avanzare nel nulla, preoccupandomi solo dei miei passi, ed ero pronta anche a dimenticare, a essere dimenticata. A un certo punto, dovremo tutti dirci addio. Ripensai alle parole dette a Ephraim; poi avvolsi le braccia attorno ai fianchi e mi abbracciai. Stretta stretta.

INK: Sì, e direi proprio che ha fatto cilecca perché diciamocelo onestamente: la questione dell'invisibilità passa in secondo piano già a metà del secondo libro che, al fine della fiera, è il punto dove noi abbiamo iniziato a vedere le crepe in questa storia. 
La scelta di far morire dei personaggi non è mai una scelta sbagliata, ma dev'essere ponderata e sviluppata al meglio. Qui non è stato fatto. È stato come strappare un cerotto. Non c'è stato il tempo di soffrire: ora il personaggio è vivo, ora succede qualcosa, ora il personaggio è morto. Fine, cambio scena. No, non si fa così. Già affezionarsi ai personaggi era difficile, così nemmeno mi fai sentire un po' la sofferenza. 
Comunque, qualcosa si salva ovviamente, e per quanto riguarda me è solo lo stile. Io non ho sentito quel momento di "più" come Ely, per me tutto ciò che impedisce al libro la totale bocciatura è il fatto che la Panzuti abbia uno stile magnetico, perfettamente adatto a storie d'azione come quella che si rivela essere Absence. 
Vuoi aggiungere qualcosa, Ely?

ELY: Si, Ink, io un "momento in più" l'ho avuto ed è proprio per questo che riesco ad essere più indulgente verso questo libro. A circa metà della lettura devo dire di essermi ritrovata a sforare il numero delle pagine previste in giornata. A circa metà del libro le cose stavano prendendo una piega che riuscivo a condividere, sia per quanto riguarda l'evoluzione dei personaggi che come intreccio. C'è stato un momento in cui ho creduto di non dovermi più imbattere in cambi di rotta improvvisi oppure in lacune narrative . Così purtroppo però non è stato ed il gran finale si è rivelato un mondo a sé, trasformando definitivamente Absence in qualcosa che non mi ha entusiasmato. Più coerenza fra l'inizio e la fine, questo avrei voluto ed anche una protagonista diversa. Faith per me non ha brillato. Sorry.

INK: In sostanza, lettori, credo che possiamo chiudere questa recensione dicendo che un po' forse è colpa nostra, dopo il primo volume forse ci aspettavamo più un'esplorazione di questa invisibilità, qualcosa che portasse ad un'analisi interiore, piuttosto che una spy story. Forse siamo noi a non aver colto i segnali all'inizio, ma resta il fatto che la piega che questa serie ha preso di discosta completamente da quello che il primo volume sembrava promettere. Se però vi piacciono le storie piene di azione, con un ritmo serrato che vi fa girare la testa, questa è sicuramente la serie che fa per voi! 


È nei momenti di confine che ci si trova a dirsi le cose più importanti

ELY: Sicuramente Ink, non ho dubbi che sia così! La serie Absence si è conclusa, è stato bello leggerla insieme, quindi grazie per aver condiviso con me questa lettura negli anni, spero che replicheremo al più presto!

INK: Lo spero tanto anche io! Grazie mille di avermi ospitata nel tuo regno, come sempre.



Ed ora un po' di screenshot:

 

 


Bene Hearts, ecco questa era la nostra opinione. Sarà decisamente impopolare perchè questo romanzo è stato adorato dai più. Purtroppo non mi ha preso e mi dispiace molto! Voi lo avete letto? Lo leggerete? Che ne pensate? Vi ha fatto piacere rivedere online la Twin Reviews? Vi aspetto nei commenti, curiosissima di sapere cosa ne pensate.



L'abbraccio più grande del mondo,
Ely

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