Buongiorno miei Cuori di Libri,
iniziamo insieme la settimana libresca parlando di NON SONO ABBASTANZA, romance intenso firmato da MARIA BENEDETTA ERRIGO e targato DARK ABYSS EDIZIONI.
Si tratta del primo romance edito dalla DARK ABYSS, Casa Editrice giovane che si sta imponendo sempre più, grazie ad un Editore molto arguto, spinto da passione ma anche professionalità. Curiosi di scoprire cosa celano le pagine della ERRIGO? Seguite il nostro REVIEW PARTY che sarà arricchito eccezionalmente dalle parole della stessa autrice.
Continuate a leggere per saperne di più!
Titolo: Non sono abbastanza
Autore: Maria Benedetta Errigo
Editore: Dark Abyss Edizioni
Serie: Autoconclusivo
Data pubblicazione: 22.2.22
Genere: Romance
Pagine: 174
Formato: digitale (euro 3,99, gratis con KINDLE UNLIMITED) cartaceo (euro 14,00)
Irene è cresciuta elemosinando amore, combattendo la sua lotta interiore per sentirsi degna di attenzione e di meritarsi la felicità. Dopo che la sua ultima relazione sentimentale è andata a rotoli, sigilla ancora di più il proprio cuore, concentrando le energie nell'accudire l'unica parente che le è rimasta in vita. Proprio fra le mura della clinica, per caso, incontra Cristiano, che le ha rubato un bacio quando era solo una ragazzina. È possibile che un amore che ha quasi dimenticato possa rimettere insieme i frantumi del suo cuore? E una volta che tutti i pezzi saranno al loro posto, Irene sarà in grado di riconoscere sé stessa? Una donna divisa a metà, fra Andrea, il suo passato, Cristiano, il suo presente... e un futuro ancora da plasmare.
Gifted By Dark Abyss Edizioni
NON SONO ABBASTANZA non è il classico romance, non è una lettura che scivola addosso come seta, potrei paragonarla più ad un tessuto aderente, uno di quelli che permeano il corpo, che lo delineano, che non lasciano scampo a nulla, uno di quelli che ti mette a nudo pur coprendoti. NON SONO ABBASTANZA è un romanzo che ti porta a riflettere, a tirare fuori il tuo abisso, le tue paure, a non nasconderle sotto il tappeto, perchè non sarai mai felice sul serio se deciderai di non affrontarle.
La protagonista di NON SONO ABBASTANZA è Irene, una giovane donna che dovrà fare i conti con se stessa prima di riuscire a trovare l'amore. Quando la incontriamo Irene è impantanata in un rapporto che non la soddisfa. Le cose con Andrea non vanno molto bene. Se da una parte il sentimento c'è, Irene non ha ancora trovato il coraggio di dire al compagno cosa desidera da lui ed Andrea, dal canto suo, non riesce a darsi un freno, tanto da dedicarsi ad altre frequentazioni. Solo quando Irene darà un taglio alla storia Andrea inizierà a capire davvero cosa prova per Irene e che l'amore vero ha costantemente bisogno di cure ed attenzioni, anche quando l'altro sta in silenzio.
La presa di coscienza in Andrea non sarà immediata, Irene nel frattempo viaggerà parecchio facendo la spola tra Roma, città in cui lavora, e il paesino del nord Italia dove attualmente vive l'anziana zia, unica sua parente ancora in vita. Irene dovrà presto dire addio all'ultimo suo familiare ma nel farlo, in realtà, si accorgerà che molti nodi stanno per arrivare al pettine, nodi che le attanagliano l'anima.
Orfana di entrambi i genitori, oggi Irene si sente sola, l'ultima della sua famiglia, saprà costruirsi in futuro una famiglia tutta sua? Saprà trovare l'amore e fidarsi di esso?
Nel paesino natio Irene ritroverà il suo primo amore, Cristiano, sarà la relazione con lui a dare una svolta alla sua vita, portandola a riflettere su cosa voglia davvero, su cosa tutti noi meritiamo, il vero amore, nulla di meno.
Irene è una protagonista che, pur avendone paura, avrà il coraggio di mostrarsi ai suoi lettori in modo autentico. La crescita emotiva di Irene è davvero molto catartica. Dire addio alla zia porterà Irene a toccare il vuoto attorno a sè ma, al contempo, questa giovane donna dimostrerà tanta forza perchè la vita è una e decidere di non viverla davvero sarebbe un grave errore, una sconfitta.
Irene si metterà in gioco, arrivando finalmente a darsi valore, credendo di meritarlo l'amore, di esserne degna. L'amore vero non è come i film ci insegnano ma davvero lì fuori c'è qualcuno capace di costruire qualcosa di importante insieme a noi, il nostro qualcuno, ed Irene alla fine sarà pronta a mettersi in gioco, vincendo il suo abisso, il vuoto, trovando il coraggio di dire ad alta voce ciò che il suo cuore desidera. All'inizio della storia Irene non parlava di ciò che desiderava, neanche con Andrea, quasi non credesse di meritare la felicità di ottenere ciò che volesse da un rapporto. Con il tempo questa giovane donna, trovando in se stessa il coraggio di sentire di valere quell'amore, troverà la forza di vedere quando qualcosa non va, di recidere i rami secchi, di piantare i semi di qualcosa che potrebbe dare buoni frutti oppure no. Mai stare in silenzio, mai soccombere, mai tacere i propri desideri, nessuno li proclamerà al posto nostro. Tutti meritiamo l'amore, tutti abbiamo il diritto di cercare la nostra felicità, tutti ne siamo degni.
Ed ora ho il piacere di passare la parola all'Autrice che è stata così gentile da rendersi disponibile a rispondere a qualche domanda. Per leggere l'intervista completa vi basterà andare a sbirciare le altre recensioni del nostro evento, seguite il tour che trovate mappato nel calendario del nostro evento, lo trovate in calce.
- Descriveresti con tre aggettivi questa lettura e ci diresti a chi vorresti consigliarla e perché?
Delicata, timida, fastidiosa.
Questo ultimo aggettivo perché penso di aver descritto alcuni sentimenti che tutti prima o poi nella vita abbiamo provato. E a volte non fa piacere leggere nero su bianco una sorta di ammissione di debolezza. Ma appunto ho cercato di essere il più delicata possibile, descrivendo per prime le mie sensazioni e cercando di coinvolgere anche i lettori. Ecco, mi piacerebbe che Non Sono Abbastanza fosse letto da persone di tutte le età, proprio perché alcune sensazioni e alcune situazioni vengono vissute in maniera differente a seconda dell’età e della propria esperienza. Se anche solo una persona, dopo la lettura del mio romanzo, si sentisse un po’ più rincuorato, ecco allora saprei che non ho scritto sciocchezze, che sono riuscita a curare un cuore ferito come lo era il mio. E questa sarebbe davvero una soddisfazione senza limiti. Diciamo che spero che succeda e che questo qualcuno abbia voglia di dirmelo in qualche modo.
- Cosa vorresti lasciare nel cuore dei lettori?
Un senso di pace, un sorriso, un “ce la posso fare anche io, sempre”. Per me è davvero importante infondere speranza a chi si sente solo, inadeguato, sempre un passo indietro rispetto agli altri, a tutti quelli che pensano che devono lottare il doppio rispetto agli altri per raggiungere un obiettivo. Forse sarà così, forse noi saremo sempre nella categoria di chi deve sgobbare di più per ottenere qualcosa, da un amore a un lavoro, ma non dobbiamo mai sminuirci, mai sentirci meno. E soprattutto vorrei che passasse chiaro il messaggio che se qualcuno ci fa sentire male, ci fa sentire meno di quel che siamo, ecco quella persona non va bene. E sono dell’idea che spesso è meglio lasciare andare alcune persone “tossiche” per tornare a respirare aria pulita nella nostra vita. Certo, è difficile, è complesso. Chiedete a Irene, nessuno meglio di lei lo sa. Ma a volte è davvero necessario quando si sente che non si può più andare avanti in un certo modo. Bisogna prendere la propria vita tra le mani e vivere. Vivere.
- Qual è stata la prima persona a cui hai fatto leggere il tuo romanzo?
Nessuno legge mai i miei romanzi. Mio marito è l’unica persona a cui faccio leggere alcune parti, magari le più significative. Ma si tratta di parti, appunto, non ha mai nemmeno lui la visione generale. Credo che sia perché sono molto gelosa dei miei romanzi. Ognuno di loro ha piccole parti di me sparse tra le righe e forse è per questo che mi piace mantenere un puzzle senza far vedere a nessuno l’insieme. Certo, una volta pubblicati sono di tutti, e ovviamente anche il marito li legge, ma per uno strano motivo a quel punto non li sento più solo miei, ma di tutti.
Forse in qualche parte di me sono rimasta una piccola Irene che vuole tenersi dentro tutto. Quindi anche io forse dovrei sforzarmi di rivelare più parti di me. Magari il prossimo romance glielo faccio leggere in anteprima!
- Qual è la persona il cui parere temevi di più?
La mia mamma. Intendiamoci, non è che “temevo”, ma speravo che le piacesse il romanzo. Lei ha sempre fatto tanto per me, per tutta la vita, dunque voglio che sia fiera di me. Lei è una persona molto acculturata, molto curiosa, ha sempre letto molto nella vita, dunque so che può darmi non solo un giudizio di come ho scritto, ma soprattutto di cosa ho scritto. Quando il libro è uscito gliene ho mandato una copia che lei ha letto in un solo giorno. Quando mi ha detto che le era piaciuta sia lo storia che lo stile ho sorriso. Certo, mi ha fatto anche un paio di critiche, ma costruttive che terrò presente per una prossima volta. Irene mi è rimasta tra le dita e vorrei approfondirla, se possibile.
Ringrazio l'Autrice per aver concesso questa intervista e la Casa Editrice che mi ha permesso di promuovere questo intenso romance, spero sia il primo di molti altri targati dalla DARK ABYSS.
L'abbraccio più grande del mondo,










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